Pagina:Lettera ai Signori Corbellini, De Welz, A. G. e Compagni.djvu/17

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

17

movimento di Borsa; durò pochi giorni, e ad onta degli sforzi di alcuni interessati che comperarono, per rimettere a galla la nave, quei poveretti che «comperarono avidamente» vi sarebbero gratissimi se voi voleste trovar loro un successore, a cui ceder senza perdita tutti i loro vantaggi. Ed è per un riguardo a questi ch’io consigliai di non dimandar versamenti, primachè la rifusione generale degli Statuti non abbia riconciliato la publica opinione. Altrimenti tutti coloro che hanno comperato colla speranza di rivendere, e non hanno previsto di dover soggiacere alla prestazione effettiva d’un capitale, saranno costretti a vendere a zero ciò che hanno comperato all’otto e al nove per cento. La cosa sarebbe stata assai diversa se invece di fare una chiamata indistinta, aveste tenuto raccolte intorno al Monte le famiglie più potenti di ricchezza e di credito. E qualcuno deve per fermo averne la colpa, se la lista dei 106 soscrittori primamente raccolti dalla diligenza del sig. De Carli si ridusse di tanto, e se il publico leggendo quella dei cento maggiori contribuenti esposta nella Gazzetta del 5 Gennaio, vi riscontrò bensì con piacere i nomi di molte spettabili persone, ma non vi ritrovò più quella congregazione di possidenti e banchieri, o vi notò spariti i nomi di Borromeo, Greppi, Taccioli, Gargantini, Melzi, Mellerio, Pallavicini, Pallavicini-Muzio, Dal Verme, Durazzo, Arese, Cagnola, Passalacqua, Luzzago, Litta, Giulini, Galbiati, Belgioioso, Gavazzi, Prinetti, Somaglia, Beccaria, Sormani-Andreani, Visconti-Aimi, Medici, Vidoni-Soresina, Trivulzio, ecc. Sono sottentrati altri nomi, voi dite, ma invece di sottentrare non sarebbe stato meglio che fossero entrati a crescere il consorzio? Quando il Monte fosse stato patrocinato da tre o quattrocento agiate famiglie, avrebbe avuto altro credito che quello delle vostre azioni ipotecarie; e soprattutto avrebbe potuto resistere a molti anni di avversità; e non si sarebbe mai parlato di promettere il frutto del denaro al primo semestre, come se gli azionisti non avessero altro pane a mangiare. Ma «nella prima marcia doveva pur disertare qualcuno». Dio vi guardi dunque da un’altra marcia, perché non vi resteran

Boll., An. 1838. Se. I. 2