Pagina:Lettera sopra una medaglia nuovamente scoperta di Carino imperatore.djvu/6

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le lettere impresse negli Eserghi di esse, doversi ella assegnare a tempi di Caro, Carino, e Numeriano suoi figli, e per lo straordinario numero delle mogli ripudiate da Carino, e la brevità del suo Regno, credendo non potersi ad esso attribuire, particolarmente per esser difficile il verificarsi in lui, per le dette ragioni, il rovescio de due figli coll’Epigrafe PUDICITIA·AUG· che leggesi in una delle Medaglie di Magnia Urbica, stimò esser stata ella moglie dell’Imperator Caro, e in conseguenza Carino e Numeriano esser stasi suoi figli; La quale opinione è stata modernamente abbracciata dall’Eruditiss. Sig. Abate Ridolfino Venuti1 degno membro di quest’illustre Accademia. Il Celebre Padre Harduino2 prima ancora del Signor di Genevrier stimò non solo per le ragioni che mossero il mentovato Scrittore, ma ancora per diverse altre, che Magnia Urbica fosse da assignarsi a tempi di Caro, e credettela moglie di Carino, abbenchè alcuni anni dopo3 cangiando opinione la stimò esser stata Moglie di Caro in ciò seguitato dal Bandurio4. In fine l’eruditissimo Spanemio5 riportate le due opinioni dell’Harduino, e quella del Genevrier, ed eliminate le contrarietà che ciascuna di esse può soffrire si determina con essi appartener Magnia Urbica a tempi di Claudio, Floriano, Probo, Caro, e suoi Figli, ma altresì asserisce non esservi pur anco veruna ragione che possa render probabile la congettura di chiunque più all’uno, che all’altro de nominati Imperatori l’attribuisse. Un tal monumento che la sorte mi ha fatto acquietare pon fine a tutte quelle questio-


ni
  1. Antiq. Num. Max. Mod. Vol. II. p. 77.
  2. Numism. Sæc. Constant. p. 238.
  3. Operam Selectorum p. 375.
  4. Numism. Impp. p. 510.
  5. De præst. & usu Numism. p. 350. & seqq.