Pagina:Lettera sopra una medaglia nuovamente scoperta di Carino imperatore.djvu/7

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( VII )

ni restituendo al suo vero posto nella ferie delle Auguste questo finora incognito soggetto, ed altresì da a noi il piacere d’osservare la maggiore o minor forza di spirito, e di metodo nel ragiornare, degl’uomini eruditi che hanno trattata simil materia, e che senza essere ajutati da veruna luce di monumenti o istorie hanno avanzato le loro congetture più o meno vicine secondo la minore o maggiore facoltà che in essi era, di combinare ciò che raccor potevano dalla sottile osservazione d’altri monumenti sincroni, presa la regola dalla fabbrica, e gusto della medaglia di cui si trattava.

Descrittavi la medaglia, e ricordatevi le diverse opinioni che avanti il ritrovamento di essa sono state frà gl’autori sulla vera età in cui vivesse Magnia Urbica, mi permetterete, Colleghi miei Riveritissimi che abbandonando il Soggetto di questa mia lettera con brevi parole la termini partecipandovi una riflessione, che la lunga età mia consumata nella vista, ed osservazione d’un quasi infinito numero di medaglie mi suggerisce. Voi senza dubbio alcuno avrete osservato che le piccolissime medaglie che si ritrovano di diversi Imperatori, del cui genere è quella di cui vi ho ragionato, abbenchè siano minori dell’ordinaria forma del bronzo di III. grandezza sogliono comunemente esser più grosse di esse, e d’un’artificio, e lavoro molto migliore di quello non sono le solite monete Imperiali parendo esse dalla loro struttura esser state fatte da medesimi artefici che hanno incisi i conj de medaglioni Latini, e in verun conto sembra potersi porre nell’ordine delle monete, offendo cosa notissima agli antiquarj che in Antonino Pio, Commodo, Severo Alessandro, Gordiano ec. si trovano più medaglioni della forma, e peso delle monete di II. grandezza battuti


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