Pagina:Lettere d'una viaggiatrice - Serao, 1908.djvu/204

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viaggio a cosmopoli 197

entra, appena si ferma, un poco, con chi esce, con un saluto, con una parola, discreta: j’ai gagne.... j’ai perdu.... ça va mieiux...je suis nettoyé!

Per i nuovi, bisogna che, per entrare al Casino, abbiano un biglietto di entrata. Oh, non costa troppo! Non costa che un fastidio: si entra in un ufficio chiamato Commissariat, dove tre o quattro segretarii, dall’aria gentile e muta scrivono nel registro il vostro nome, il paese, e Palbergo che abitate, il paese donde venite. A far questo ci vuole un minuto. E queste informazioni brevissime che, poi, servono a un perfettissimo sistema di polizia, che, servono, in caso di grave perdita, in caso di grave vincita, in caso di rimpatrio, in caso di suicidio, sono scritte in un minuto, e la carta di entrata è fatta. Si dice che, in quel minuto, da dietro a un finto armadio, vi facciano una fotografia: ma chi lo sa! Poi, si lascia il paletot, il cappello, la giacca, il bastone, l’ombrello, a uno dei guardaroba che funzionano precisissimamente, non si paga nulla, e si entra nell’hall o sala dei passi perduti, o sala di coloro che hanno troppo guadagnato o