Pagina:Lettere d'una viaggiatrice - Serao, 1908.djvu/246

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viaggio a cosmopoli 239

fondamente a un’anima solitaria che ha invocato sovra sè la pace suprema della vita, la quale la conduca alla pace suprema della morte: paesaggio grandioso e solenne quando le violette, le livide, le fredde ombre crepuscolari lo hanno avvolto. Qui, un giorno, anni sono, venne a fare una lunga passeggiata in carrozza, in cerca di solitudine e di silenzio, da Sanremo, la imperatrice Eugenia: e quando ella si trovò nel miglior punto del Cap Martin, fra il mare e il cielo, quando vide intorno a sè una natura semplice e ancora sottratta alla folla, quando pensò poter vivere colà, ogni anno, qualche mese, al cospetto delle due grandezze che potessero intendere e cullare la sua immortale tristezza, decise di avere una casa, una villa, al Cap Martin, dove svernare senza mescolarsi al turbine nizzardo, al turbine di Montecarlo, alla processione dei Re, di Cannes... E la villa Cyrnos è sorta, non molto grande, ma bella, ma di linee nobili, ma simpaticamente collocata, dove è più profondamente attraente il paesaggio, fra la quiete che nulla turba, nel gran bosco odoroso, fra la fragranza acuta e vivificante dei mare...