Pagina:Lettere d'una viaggiatrice - Serao, 1908.djvu/383

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376 lettere d’una viaggiatrice

ridionali. Che sete morbide e che battiste evanescenti! La più elegante signora, qui, non può che vestirsi di lana grigia o di lana nera; e tutta la sua eleganza si manifesta in qualche gran mantello col cappuccio, o in qualche mantelletto con cappuccio, vera risorsa alpina contro il freddo e contro il vento che, quando spira di laggiù, da Aosta verso il Monte Rosa, è un vero turbine: qui spariscono i delicati, i deliziosi cappellini, e gli affascinanti, i seducenti cappelloni: un velo stretto sulla testa e attorno al collo: o un fazzoletto di seta, messo alla moda gressonese: o semplicemente il cappuccio sollevato sui capelli. Non parliamo di piccoli strascichi, ai vestiti: sarebbero una sventura nazionale, e, in quanto alle scarpette gentili, con esse non si farebbe un passo, non dico sulle montagne, ma semplicemente nella valle di Gressoney. Dove sono prati — prati smaglianti di fiori — l’erba è sempre bagnata: ogni più comodo sentiero è pietroso; quando piove, il fango è profondo; e se solamente il ghiacciaio richiede le scarpe chiodate, per camminarvi sopra, qui ci vogliono buone scarpe dalle