Pagina:Lettere d'una viaggiatrice - Serao, 1908.djvu/390

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come si vive 383

nella valle; e le lunghe malinconie della silenziosa pioggia; e i luminosi chiarori delle belle mattinate bionde; e al lume della luna, il fantomatico aspetto delle rupi e dei monti. Allora, in questa crescente squisitezza, tutto vi fa una tenera e lieta, o una tenera e triste sensazione. E allora, al passaggio di una fila di viaggiatori a piedi o a cavallo, che vanno, vanno sulla via maestra, dirigendosi al colle di Olen; al grave passo notturno degli alpinisti che vengono a dormire e che ripartiranno il mattino, senza che li abbiate visti; ai canti del tramonto, quando la falciatura del fieno è finita; al trillo di un uccelletto, il vostro pensiero va, la vostra fantasia sogna un lungo sogno bizzarro. L’altra sera, nel gran silenzio, un suono di pianoforte veniva di lontano, ma così chiaro e suggestivo; mani ignote, mani leggiadre femminili sonavano il duetto di amore di {{w:Lohengrin (opera)|Lohengrin]] e di Elsa. Una calma immensa nella valle e un nitido cielo stellato. Forse, colei che suonava, sentiva la suggestione del silenzio, poiché, sul povero e scordato pianoforte, la sua musica aveva un’armonia ineffabile. Poi suonò l’addio