Pagina:Lorenzo de' Medici - Opere, vol.1, Laterza, 1913.djvu/173

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iii - rime 167

XXVIII

[Il ricordo del passato contento raddoppia il dolore.]


     Se avvien che Amor d’alcun brieve contento
conforti l’alma al lungo male avvezza,
quanto piú il disiato ben s’apprezza,
tanto mi truovo piú lieto e contento.
     Cosí, se per alcun prospero evento
monta la speme in colmo d’ogni altezza,
perché cresca il disio, cresce l’asprezza
e raddoppia i pensier per ognun cento.
     Però, se alcun conforto ebbi quel giorno,
quando fra verdi fronde e gelid’acque
e liete donne vidi i vaghi lumi,
     sendone a lunge e privo, or mi ritorno
a’ primi pianti, e quel che piú mi piacque
par che piú il core afflitto arda e consumi.