Pagina:Lorenzo de' Medici - Opere, vol.1, Laterza, 1913.djvu/22

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16 ii - comento sopra alcuni de’ suoi sonetti

basti e solamente sia espettibile la laude degli alti e gentili ingegni, curandosi poco degli altri, perché è impossibile fare opera al mondo che sia da tutti gli uomini laudata. E però chi ha buona elezione si sforza acquistar laude appresso di quelli che ancora sono degni di laude e poco curano l’opinione degli altri. A me pare si possa poco biasimare quello che è naturale: nessuna cosa è piú naturale che l’appetito d’unirsi colla cosa bella, e questo appetito è stato ordinato dalla natura negli uomini per la propagazione umana, cosa molto necessaria alla conservazione dell’umana spezie. Ed a questo la vera ragione che ci debba muovere non è nobiltá di sangue, né speranza di possessioni, di ricchezza o altra commoditá, ma solamente la elezione naturale non sforzata né occupata d’alcun altro rispetto, ma solamente mossa da una certa conformitá e proporzione che hanno insieme la cosa amata e lo amante a fine della propagazione dell’umana spezie. E però sono sommamente da dannarsi quelli, i quali l’appetito muove ad amare sommamente le cose che sono fuori di quest’ordine naturale e vero fine giá proposto da noi, e da laudare quelli, che seguitando questo fine, amano una cosa sola diuturnamente e con ferma constanzia e fede. A me pare che assai copiosamente sia risposto a tale obietto; e, dato che questo amore, come di sopra abbiamo detto, sia bene, non pare molto necessario a purgare quella parte che in me parrebbe forse piú che reprensibile per le diverse occupazioni publiche e private; perché, se gli è bene, il bene non ha bisogno d’alcuna escusazione, perché non ha colpa. E se pure qualche scrupoloso giudicio non volessi ammettere queste ragioni, almanco conceda questa piccola licenzia all’etá giovenile e tenera, la quale non pare tanto obligata alla censura e giudicio degli uomini, e nella quale non pare tanto grave qualunque errore, massime perché è piú stimulata a declinare dalla via retta per la poca esperienzia, manco si può opponere a quelle cose che la natura e comune uso degli altri persuadono. Questo dico in caso che pure fussi stimato errore amare molto con somma sinceritá e fede una cosa, la quale sforza per la perfezione sua l’amore dello amante; la qual cosa non confesso