Pagina:Lorenzo de' Medici - Opere, vol.1, Laterza, 1913.djvu/66

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60 ii - comento sopra alcuni de’ suoi sonetti

mente aveva per obbietto la bellezza sua, ma ancora lo amore della donna mia, tanto piú degna cosa, quanto piú spirituale e manco corporea, e non di manco non meno desiderabile bellezza al cuore mio che gli occhi suoi agli occhi miei. Era adunque necessario, come è detto, di nuovo farlo gentile e formarlo per questo nuovo obbietto, e questo uffizio a nessuno pare che piú si convenissi che alla mano della donna mia, la quale bisogna intendere fussi la mano sinistra, la quale partendo dal cuore, come piú certo nunzio e testimone della intenzione del cuore della donna mia.....1: perché si dice nel dito anulario, cioè quello che è allato al dito che vulgarmente chiamiamo «mignolo», è una vena che viene immediate dal cuore, quasi un messo della intenzione del cuore. Veggiamo adunque di necessita il cuore di nuovo bisognava essere riformato e fatto gentile a questo nuovo e piú degno fine, e che la vera ministra a questo effetto era la mano sinistra per le sopradette ragioni.

Ora verremo a piú particulare esposizione del sonetto. Certamente tra l’altre gentilissime bellezze della donna mia le mani sue non parevano cose umane, e, benché ambo fussino belle, pure il presente sonetto, come disopra dicemo, parla alla mano sinistra, la quale chiama «candida, bella e delicata», non perché comprenda tutte le bellezze di quella mano, ma, narrandone una parte, vuol che chi legge comprenda ogni esatta perfezione che si convenga a una mano. E che questo sia vero, lo mostra soggiugnendo poi che l’amore e la natura gli avevano in modo contribuito ogni loro gentilezza, leggiadria e dolcezza, ed in effetto ogni generazione d’ornamento, che pareva ogni altra opera loro fatta invano quanto a comparazione di queste bellezze. Qui è da notare che tutte le cose che piacciono per due rispetti piacciono, cioè o per essere perfettamente belle, o per esser molto amate e desiderate: perché spesso avviene che e’ s’ama una cosa che non è reputata bella; e però, dove si unisce colla bellezza naturale lo amore, nessuna cosa può piacere tanto. Per questo si dice che Amore e la Natura avevano posto in quella mano ogni ornamento, che si può

  1. Evidente lacuna nel testo [Ed.].