Pagina:Lucifero (Mario Rapisardi).djvu/154

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lucifero

Le vie trascorre una strana figura,
580Cinta il crin sozzo d’un frigio berretto.
Muta, veloce rasenta le mura;
La destra invola furtiva nel petto;
Ghignando spía la strada romita,
Fermasi, apprende la fiamma, è sparita.

    585Ma dietro ai suoi passi, trascorsa appena,
Un suono scoppia di grida e di pianto;
Fra dense nubi l’incendio balena,
Stride, si spande da questo a quel canto;
Essa alla danza gli stinchi dimena,
590Cionca co’l lurido suo drudo intanto,
Con pazzo volto, con gioia feroce,
Salta, e lingueggia con stridula voce.

    Vide le fiamme e l’ultimo periglio
Lucifero e l’estreme ire e il gran lutto,
595E, lo sdegno nel petto e il pianto al ciglio,
Fuor dei lidi infelici erasi addutto.
Qual uom che muova a volontario esiglio
Da lacrimosi disinganni istrutto,
Tal ei si parte, e la diletta e grama
600Terra saluta, e dolorando esclama:

— Dove ti cercherò, se qui non sei,
O intemerata e splendida
Reggia dei sogni miei?
Luminosa Ragion ch’ardi e ravvivi
605Ogni terrena cosa,
Se qui non regni, in qual region tu vivi?
Pur io dall’abborrite ombre ho veduta
La maestà dei tuoi passi e la luce,
Che dai vigili, acuti occhi tu spandi
610Sovra il mar dei destini; io l’amorosa
Voce ascoltai, che l’anime riduce



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