Pagina:Maffei, Scipione – Opere drammatiche e poesie varie, 1928 – BEIC 1866557.djvu/213

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avuto genio; prenderò servizio,

se c’è modo.
Fazio.  Noi faccia cosi in fretta,
vuoisi prima pesar tutto; il corrivo
facilmente s’imbarca. Ma su questo
l’ufizial che abbiam qui può dar buon lume,
e lo fará volentieri, ch’è pieno
di cortesia.
Alfonso.  Signor, mi favorisca:
suo reggimento è di cavalleria?
Fazio.  Signor, si.
Capitano.  Signor, no; è di dragoni.
Fazio.  Ma non vanno a cavallo?
Capitano.  Veramente
c’era cavalleria grossa e leggera
una volta, ma or parlan cosi.
Alfonso.  S’ingaggia qui al presente?
Fazio.  Che^è mai questo?
Capitano.  Voglion dire: arrotare ; io intendo tutto,
perché piu d’uno parla cosi arabico
anche fra noi ; e dirá per esempio
come un tale è venuto di levare
la paga, il che Dio sa che effetto faccia;
né va sul terrapien, ma sul ramparo.
Si, signor, si fa gente a tutto andare,
e tre scudi si dán di donativo.
Alfonso.  Cioè d’ingaggiamento.
Capitano.  Come vuole.
Alfonso.  Nel reggimento suo ci son ussári?
Capitano.  Non giá, ma ben molti sassoni. Voglio
parlar anch’io coiti’ ei fa.
Alfonso.  La montura
è bella?
Fazio.  O che dici?
Alfonso.  Poco fa ho veduto
delle monture con bei para man.