Pagina:Malombra.djvu/489

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

-485-


ammazzare quella lì! Dicono ch’è giù nel Pozzo dell’Acquafonda. Credeteci voialtre. So anch’io che non l’hanno trovata. Una gamba di quella sorta! L’ho incontrata io due o tre volte su per i boschi. Bisognava vedere che demonio! Chi sa dove l’è a quest’ora. Guardate, se ha incontrato quella compagnia di zingari che c’è intorno, non mi stupirei niente che si fosse messa con loro. E non son mica io sola che la pensi così.

Le altre non credevano, dicevano che bisognerebbe scandagliare il Pozzo dell’Acquafonda. Ma questo non era possibile per la profondità grande e perchè il Pozzo era tutto a gomiti.

Intanto il sindaco, il curato e Steinegge ritornarono sempre discorrendo sui propri passi. Essi dovettero vedere bene Edith sul muricciuolo, perchè dalla porta della cucina un poco di chiarore giungeva sino a lei.

— Credano pure — diceva il sindaco — qui la è una voce sola: se lei era matta, lui era un poco di buono anche lui. Perchè già è stata una gran figura quella di venir qua a far l’amore con la signora donna Marina intanto che il povero signor conte era in punto di morte, e proprio quando lei doveva sposarsi con un altro. Ci pare? Diceva giusto il pretore stasera che la ci sta bene d’aver fatto quella fine.

Steinegge aveva visto Edith, ma pensò che fosse meglio per lei udire queste cose, poichè il curato gli aveva fatto sperare che non si trattasse di una passione profonda.

— Mi sono ingannato anch’io — diss’egli — ed era facile ingannarsi su quest’uomo, perchè era simpatico, assai simpatico. Io credo che era infinitamente meglio in parole che in fatti. Non ha mai avuto sentimento vero nè per la marchesina di Malombra nè per altra persona, io direi. Vedete, ho conosciuto molti di questi letterati. Sono tutti così. Sentono l’amore ora qui, ora lì come un male nervoso che non è mai serio. L’altro