Pagina:Marinetti - Il tamburo di fuoco.djvu/67

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


Mabima.

Li ho veduti questa mattina... magri, spettrali, curvi, camminavano lentamente sotto le vôlte basse dei fogliami... per spiarmi! Le donne sono più macilente degli uomini. Non hanno la forza di portare i loro bambini a cavalluccio!...

Lanzirica.

Tristi spodestati sognano la loro bella città perduta.

Mabima.

Quale città? Qui non vi sono che case di fango e rovine.

Lanzirica.

Sono le rovine d’una meravigliosa città: Bab-el-Giuma. Ora sono molti anni, in un pesante meriggio i serpenti intensificarono in tal guisa i loro sibili musicali, da addormentare il poopolo Giuma. Poi, intrecciandosi, fermarono il corso dei ruscelli. Questi, soffocati e otturati dalle liane e dai serpenti, strariparono allagando la foresta con putride e ronzanti colture


61