Pagina:Marinetti - Teatro.djvu/15

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Kabango

No, no, ti sbagli, Bagamoio. Laggiú vi sono dei nugoli di cavallette... E, a destra, il vento del Sud che solleva la sabbia e la trasforma in rossi fantasmi veloci... I nostri nemici non hanno ritrovato le nostre tracce, altrimenti non sparerebbero cosí all’impazzata. Si sparano l’uno contro l’altro, quei bruti! Gli abitanti di Bembe combattono contro gli abitanti di Engoge. E io che avevo sperato di pacificare le loro vecchie discordie! Si contendono a fucilate il Sinrun, prima di averlo rubato. Nicassa è feroce, anche coraggioso, ma cretino. Cosa mai spera di fare, con Sinrun?

Bagamoio

Nicassa è ambizioso e cocciuto. Tu gli davi ombra.

Kabango

Ora si batte contro Lungebungo, che è vile, ma furbissimo. Sarà un osso duro, per Nicassa! E dire che ho insegnato io, io l’arte della guera a Lungebungo!

Bagamoio

ironicamente:

Speravi di farne il direttore dei tuoi laghi montani!... Padrone! Padrone! Permettimi di parlarti a cuore aperto.

Kabango

Vedo nei tuoi occhi mille rimproveri. Parla! Parla!

Bagamoio

Perché, perché, dimmi, non uccidesti Nicassa e Lungebungo?

Kabango

Non si può uccidere ciò che si nutrí col proprio cervello.

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