Pagina:Marinetti - Teatro.djvu/177

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Eugenia

singhiozzando nelle braccia di Mario:

Sí, sí, Mario. È cosí. È cosí, è cosí!

Mario

a Lucia che, curva sulla fumarola, dà sguardi piú incuriositi a Mario e Eugenia che alla lava:

Ci guardate con occhi attenti e stupiti!... Finalmente noi agganciamo la nostra curiosità scientifica. Non vi aspettavate questi nuovi materiali vulcanici...

Eugenia

con angoscia orgogliosa a Giovanni e Lucia:

Ci siamo amati d’un amore sconfinato, sovrumano, sotto tutti i cieli, seguendo il ritmo di tutte le musiche, cullati dalla malinconia di tutti i mari, aizzati da tutti i soli fra le scenografie delle foreste delle montagne e dei deserti.

Lucia

Però girando il mondo voi siete rimasti sempre gli stessi amanti.

Mario

Le nostre vite e le nostre anime mutarono incessantemente. Dimenticavamo l’ultimo paese goduto e tentavamo di acclimatarci nel nuovo mescolando subito la nostra intimità con la parte più tipica dell’ambiente che noi esploravamo. Eugenia è stata per me volta a volta una languida egiziana, una gelosissima spagnola, una slava fluida inquieta fedele all’infedeltà, una italiana assoluta nel dono di se stessa. Io, con meno facilità, sono diventato un amante orientale, uno

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