Pagina:Marinetti - Teatro.djvu/204

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Lucia

a Giovanni che è entrato nella macchina:

Rallenta. Apri. Chiudi. Apri. A destra. Più a destra. Accelera. Ferma.

La folla

nel fumo che diminuisce:

Venite! Venite! Venite a vedere! La macchina ferma la lava! Si; si. Guardate. Qui si è tutta raffreddata. E’ pietrificata.

Lucia

Giovanni, forza, avanti! Come mai non ingrana più? Vi è un inciampo. Perché non si muove?

Il corteo di Linguaglossa e Castiglione

entra da destra seguendo il Vescovo.

Fate largo! Fate largo! Fate largo!

Il Vescovo

nei suoi abiti sacri il cui splendore è raddoppiato da un proiettore bianco si avanza brandendo il bastone miracoloso di Sant’Egidio. In fondo a destra a pochi centimetri dalla lava egli tenta di fermarla con una forza divina, mentre a sinistra alia stessa distanza dal’a ribalta, la Macchina Fermalava tenta di fermarla scientificamente:

Nel nome di Dio e della Vergine Santa, nel nome di Sant’Egidio, o lava, fermati!

Tutta la folla si è prosi uva, la faccia contro la terra, pregando mentre il Vescovo pianta il bastone nella terra.


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