Pagina:Marinetti - Teatro.djvu/214

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Pallanti

È il caso di dire: «Surtout pas trop de zèle» Qui si mangia troppo e troppo bene. Questo non è un pranzo! Questo è un attentato a noi non più ventenni! E capo-cuoco con scienza e ispirazione attenta alla mia vita! Il Barolo, il Capri, i profumi, i sapori e la plastica dei piatti, tutto prepara la morte dello stomaco che agonizza contento. Non ne posso piú! Basta! Mi arrendo!

Palumbo

Lo dicono ormai dovunque a Parigi e a Londra che il mio «Dante» non è soltanto un sommo poeta, ma anche un sommo cuoco!

Giacalone

Certo una simile abbondanza e squisitezza di cibi è pericolosa per l’acido urico, oggi di moda. (Accennando ad un’altra tavola) La bella romana abbandona la terza portata. Teme d’ingrassare. Anche la ballerina francese esce.

Pallanti

Ha un corpo troppo pesante per danzare. Il suo brasiliano esige da lei una snellezza parigina, e minaccia di chiudere la miniera dei brillanti.

Escono i cantanti e le cantanti. Alla loro tavola rimane soltanto Aurora Carmen.

Giacalone

Guardate laggiú! Ecco sgusciano fuori da quei paraventi a specchi pieni di mare.

Pallanti

congestionato e abbrutito:

Chi?


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