Pagina:Marinetti - Teatro.djvu/263

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carlo e l’immensità di Dio mi spaventa. Sono solo. Tragicamente solo. Ah! Se potessi avere la sua simpatia e la sua amicizia, Altezza.

S.A. Simonetta

Lei s’illude! Io non ho veramente nulla da dare ai poveri... Come mai potrei soccorrere un ricco come lei! Si, ricco... ricco d’ingegno, volontà, salute e... buon umore!

Dorville

Lei mi conosce poco e mi giudica un superficiale. Non lo sono. Ho sciupato tutta la gioia di vivere in complicate deologie, astruse ricerche artistiche, e purtroppo anche nei cosi detti paradisi artificiali, che sono in realtà agonie monotone! Sono giunto come lei all’assoluta umiltà.

S.A. Simonetta

L’umiltà che piace a Dio non è facilmente raggiungibile! Ogni mattina io scopro e confesso un mio nuovo peccato di orgoglio. Quanto presuntuoso e vano romanticismo nel sentirsi vittoriosa sulla propria carne e sulla propria tenerezza! Vi sono poi i miei autori preferiti che mi lacerano di nostalgie... Il mio caro Chateaubriand mi stringe affettuosamente nelle sue malinconie religiose e sentimentali... Mi sembra di correre come Atala trafitta dai fulmini carnali della lussuria nelle foreste americane. E sempre brucia nelle mie vene l’amore troppo ardente d’un fratello adorato come René! Siamo tutti sotto i piedi di Dio, indegni d’essere schiacciati da lui!

Dorville

Umilmente vi dirò tutto il mio calvario. L’impossibilità di fondermi con la creatura amata e di raggiungere l’unità mi disgustò deH’amore! Due, cioè estranei nemici, lontani e sepa-

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