Pagina:Marinetti - Teatro.djvu/362

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2ª SENTINELLA

Per carità, non sparare. E’ l’ombra d’un ramo di palma proiettata dalla luna che sale. Sembra anche un lumacone, troppo grande, però. A meno che non sia un coccodrillo.

1ª SENTINELLA

Bischero! Non vi sono sentinelle nell’oasi. E’ certamente uno spione arabo. Se non mi grida subito la parola d’ordine lo inchiodo. Chi va là? Chi va là?

Fa fuoco.

L’ingenua

camuffata da mendicante araba:

Pane! Un po’ di pane! Vi darò in cambio buoni datteri. Pietà! Pietà! Sono una povera raccoglitrice di datteri.

2ª SENTINELLA

Lasciala venire avanti. E’ una mendicante! Per fortuna non sai mirare. Sarebbe stato infame colpirla. Ma, poiché tu gli hai salvato la vita, è tua: mi ritiro.

Si tuffa nella buca.

L’ingenua

liberandosi dal camuffamento:

Caro Applausi, sono la tua Ingenua, non mi riconosci? Ora sono una sciarmuta, come mi chiamano i soldati, cioè prostituta. A poche dire il quarto d’ora. Oh! Sono onesta: dico a tutti che sono ancora ammalata. Ma essi sorridono e mormorano: «Tu, cosi bella, ammalata?... Non è possibile!» E mi prendono con passione. La mia confessione eccita in loro


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