Pagina:Marinetti - Teatro.djvu/364

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Ottava sintesi

IL CONSIGLIERE NOTTURNO

Vicolo napoletano. Bottegai e scugnizzi in cerchio accovacciati si scaldano le mani sul fuoco d’un Vesuvio di cartaccia.

Il passante

Questo golfo non è propizio al lavoro spirituale. La mia grande opera non progredisce... Da dieci anni sono fermo sul preludio... (Silenzio) Brrr!. Che freddo!... Il golfo stanco di passioni brucianti mi soffia nel cranio le sue ironie gelate. Comprerò un giornale per conciliarmi il sonno. (Al consigliere notturno che nella buca emerge fino alla cintura) Eh! Dammi il Mattino!

Il consigliere notturno

E’ notte!

Il passante

Dammi il Mezzogiorno!

Il consigliere notturno

E’ notte!


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