Pagina:Marinetti - Teatro.djvu/39

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Mabima

canta:

     I rami della palma
sono mani nere che lavano
le sabbie aurifere del cielo
e nel lento lavoro appare
l’oro tremante della luna.
     Il vento fa roteare
i rami della palma
come una fionda nera
per scagliare la pietra tagliente della luna
contro il cuore distratto del mare.
     Quando il vento tace,
le agavi innalzano
i loro candelabri d’oro,
e la luna li accende.
Quando il vento tace,
il mio cuore non ha pace.

Scorge ad un tratto Lanzirica, e getta un grido di paura.

Ah! Sei tu, Lanzirica! Ho il terrore dei serpenti!

Lanzirica

Non temere. Ho acceso intorno dei roghi di zilah, il cui odore basta a fugare i serpenti. Povera Mabima! Costretta a vivere senza la tua fedele Fatima.

Mabima

Disgraziata! Come strillava! Non voleva abbandonarmi! L’avranno sgozzata!

Rimane pensosa.

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