Pagina:Marinetti - Teatro.djvu/44

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Lanzirica

Non sa amarti, poiché ti preferisce il Sinrun, cioè la sua ambizione. Oh! L’infinita pietà che sento per lui! Non vede, non vede, non vede che tu soltanto, tu sei la divina frescura dissetante! Non ho più idee, quando ti respiro. Guardo te, amo te, ti preferisco a tutto, anche alla vita! Vuoi che io muoia per distrarti un istante? Se vivo ancora, credimi, è solo per cantare e per rallegrare le tue piccole orecchie!

Vederti, baciarti, stringerti, accarezzarti, tormento, tortura, veleno! Mabima, gli odori della tua carne azzannano la mia carne! Mabima, ti voglio! Mabima, non dimenticare la tua promessa!

Mabima

agitatissima:

Quale promessa?

Lanzirica

Qui, qui, su questa bocca mia, fra queste braccia, tu, tu, Mabima, mi hai promesso di essere la mia sposa! Non sono dunque più il tuo poeta... il dolce poeta di Fusah?...

Mabima

No! No! Non può essere! Non sarà! Allontanati. Non toccarmi! Perdonami! Dimenticami! Amo Kabango!

Lanzirica

mordendosi le mani:

Non è vero! Non è vero!

Mabima

Sí, sí, lo amo! Lo amerò! Saprò meglio amarlo! Lui, lui!

Rimane con gli occhi sbarrati nel vuoto. Lungo silenzio.


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