Pagina:Marinetti - Teatro.djvu/45

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Lanzirica

Mi spiego il tuo sentimento. Hai voluto strappare Kabango a tua sorella che lo ama. Tua sorella fu sempre malvagia con te e merita la tua vendetta.

Mabima

No. Io amo Kabango perché non ha fatto di me la schiava dei suoi piaceri. Egli non mi ha comperata! Pur amandomi pazzamente, egli rispetta le mie idee. Sono per lui un cuore libero. Può contare sulla mia fedeltà senza eunuchi. Ed io sulla sua fedeltà.

Lanzirica

Gli devi anche la gioia di camminare a viso scoperto... come le beduine spudorate, schiave e traditrici! Se ti amasse veramente, egli coprirebbe con mille veli il tuo viso divino! Io lo vorrei per me, tutto per me!

Lungo silenzio. Poi con ironia:

Tu dunque ami Kabango!...

Silenzio.

Eppure... molto imprudentemente custodisci nella tua tenda il Sinrun, cioè il tuo rivale più pericoloso, il nemico tuo che ti torturerà fino alla morte.

Mabima

pensosa:

Sí, lo so, quelle pelli cariche di cifre e scritture mi rubano Kabango. Talvolta, sono tentata di bruciarle per avere Kabango tutto per me. Ma subito una tenerezza mi invade; il cuore mi si sfascia d’angoscia e brucio allora me stessa con un solo desiderio: martirizzarmi, annientarmi per lui, il piú forte, il piú intelligente, il precursore, la grande luce!

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