Pagina:Marinetti - Teatro.djvu/60

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pide, cadono di tanto in tanto, tintinnando. L’ombra ci guarda come un grande occhio nero innamorato.

Kabango

La luna è tutta aperta dal piacere, e gode.

Mabima

Anch’io sono aperta dal piacere. La foresta è divenuta un’arpa immensa di rami e raggi lunari. Le liquide dita delle sorgenti la svegliano arpeggiando. Hanno strappi lenti cosi dolci...

1 Rombatore e 2 Frusciatori.

Kabango

Perché tremi? Sono piccoli uccelli verdi che i negri chiamano foliotocol. I fogliami ne sono pieni e ondeggiano come scrigni trasparenti pieni di smeraldi animati. Il brusio della foresta acqueta finalmente il mio sangue.

5 Frusciatori.

Mabima

Baciami! Baciami! Disseta la mia carne, Kabango!... Baciami! Sono tua... tua!...

Kabango

I nostri baci ingelosiranno i fiori, e le belle farfalle che hanno ali dipinte d’inviti amorosi, e gli uccelli che gareggiano per sedurre la notte, e i profumi deliranti che viaggiano come messaggi d’amore, e anche le stelle, che sono parole d’amore cristallizzate.

Mabima

Quanto sei poeta, Kabango! Preferisco le strofe che improvvisi per me, a tutte quelle di Lanzirica.


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