Pagina:Marino, Giambattista – Adone, Vol. II, 1977 – BEIC 1871053.djvu/335

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27.Il campanil, sublime e nobil opra,
forma un leggiadro ottangolo perfetto,
ed otto colonnette hawi di sopra,
che di lazulo son forbito e netto;
e fa ch’un gran turribulo ricopra
l’ultima cima, ove finisce il tetto;
e gli otto spazii vóti han d’alabastri
statue scolpite da famosi mastri.

28.I Portici dintorno, e l’Atrio, e ’l Coro
son colonnati a l’uso di Corinto.
De le colonne e d’ogni serie loro
l’ordine a fila a fila è ben distinto.
Di mischio il busto, ed ha di bronzo e d’oro
ciascuna il piè calzato, e ’l capo cinto;
e le mura non men tutte composte
han di marmi finissimi le croste.

29.Pria che si giunga al principale altare,
di mirto un ramoscel con l’onda viva
d’un fonte pien di lagrimette amare
spruzza la fronte al passaggier ch’arriva.
Cento lumiere intorno ardenti e chiare
in aurei candelier sacre a la Diva,
e cento appese lampe in forma d’urne
fregian di luce e d’or l’ombre notturne.

30.Innanzi a l’ara, ove la bella imago
sta di Ciprigna, un tripode d’argento
le fiamme ond’arser giá Troia e Cartago
nutrisce d’odorifero alimento;
e ’n quell’ardor, che sempre vivo e vago
per volger di stagion non è mai spento,
e di fumi soavi innebria il senso,
rosa è la mirra, e gelsomin l’incenso.