Pagina:Marino Poesie varie (1913).djvu/374

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362 parte ottava

     fiori immortali e nati
ne le campagne amene
de’ sempiterni prati,
de le piagge serene
del ciel gemme minute, aurate arene;
     danzatrici leggiadre,
che con diversi balli
ite scorrendo a squadre
i volubili calli
di trasparenti e sferici cristalli;
     del sole aurea fontana
di lume almo e fecondo,
e di virtú sovrana
oceano profondo,
puri ruscelli, che irrigate il mondo;
     d’inestinguibil luce
luminose lumiere,
de la candida luce
de le lucenti schiere,
che combatton con l’ombre, alme guerriere;
     voi, de la bianca Luna
vaghe ninfe vezzose,
che ordite a l’ombra bruna
di non terrene rose
ghirlande incommensibili e pompose;
     bocche del ciel veraci,
lingue di Dio lucenti,
che ’n silenzi loquaci
favellate a le genti,
i cui tremoli rai son tutti accenti;
     o se ne’ sommi giri
fisse seguite il moto
de’ rotanti zaffiri,
o se per l’ampio ruoto
degli abissi del ciel guizzate a nuoto;