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canzoni e madrigali amorosi 49

IX


LA NINFA TIBERINA

Per la signora Agnola Vitelli Soderini.


     Figlio de l’Apennino,
che la piú nobile parte
bagni d’Italia e per l’amene sponde
ancor volgi fra l’onde,
tinte del chiaro giá sangue latino,
dal buon popolo di Marte
le barbare corone in te cosparte,
     sono i tuoi tanti pregi,
felice, e i tuoi splendori
vie piú che l’onde tue, piú che l’arene;
e, s’è ver che sostene
parte la fama de’ tuoi primi fregi,
piú di palme e d’allori
che di canne e di giunchi il crin t’onori.
     Quel nome altier, ch’estinto
ne’ saldi marmi or giace,
ne l’onde tue correnti e fuggitive
fermo si serba e vive;
ciò ch’eterno sembrava, al fin pur vinto
dagli anni si disface,
e cosa dura piú ch’è piú fugace.
     Ma quanto ir vie piú chiaro
e lieto oggi ten puoi,
sol per questa d’Amor bella guerrera,
che per l’antica schiera
de’ figli invitti tuoi che ’n te regnâro?
Ecco, a’ begli occhi suoi
cede il valor de’ piú famosi eroi.

G. B. Marino, Poesie varie. 4