Pagina:Martinetti - Saggi e discorsi, 1926.djvu/177

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Tale è nelle sue linee sommarie la visione della vita, che il Ceretti svolse nell’ultimo periodo della sua vita, il suo cosidetto sistema contemplativo. Come si spiega che una dottrina così originale, che mette a buon diritto il suo autore al fianco dei più grandi nostri filosofi del secolo XIX, passò quasi totalmente inosservata? Le cause risalgono in parte all’autore stesso: al fatto che la sua prima grande opera, edita, la Panlogica, è scritta in uno stile oscurissimo ed in un latino poco accessibile: al difetto, anche negli altri scritti, di concisione e di chiarezza sistematica: al suo distacco dal pubblico e dal mondo della filosofia ufficiale ed erudita, che lo distolse, dopo il disgraziato successo del Sistema di panlogica, dalla pubblicazione dei suoi scritti.

Ma se nell’opera del Ceretti vi sono innegabili deficienze di forma, che gli tolsero, vivente, di godere di quella fama, a cui aveva diritto, e che anche oggi possono essere d’ostacolo alla diffusione del suo pensiero, vi è nella sua personalità un aspetto, che è nel più alto grado degno di rilievo e che pone il Ceretti al livello dei veri, dei più grandi filosofi: e questo è la nobiltà e la purezza della sua vita, per cui ci ricorda un altro grande e glorioso solitario della filosofia, Benedetto Spinoza. La vita di Ceretti non è soltanto la vita d’un erudito o d’uno studioso: ma d’un animo alto, che accordò perfettamente la sua personalità con la sua dottrina. I suoi biografi ci hanno tramandato con accento commosso la bellezza e la purezza della sua vita famigliare: il nobilissimo amore che nutrì per la moglie, presto perduta, la cui morte sparse su tutta la sua vita un’ombra di tristezza e volse il suo spirito a cercare un conforto alla felicità perduta nella contemplazione delle cose eterne; la tenerezza per l’unica figlia, a cui dedicò tutta la vita e che cantò con versi di soavissimo affetto. Quando conobbe che il suo vero compito era la meditazione filosofica, ad essa rivolse anche tutto se stesso: lasciò da una parte le esigenze e le condizioni della vita comune, abbandonò i viaggi e gli svaghi, si impose un orario rigoroso, informò la sua vita esteriore alla più nuda semplicità, considerò la ricerca ed il culto più scrupoloso della verità come