Pagina:Martini - Trattato di architettura civile e militare, 1841, I.djvu/342

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LIBRO SETTIMO.



PROLOGO.

Grandi pesi bisogna muovere da luogo a luogo nell’edificare, dove senza ingegno le forze poco vagliono: e similmente l’acqua a lunghe distanze e in gran quantità trarre, e non meno è utile e necessario in molti luoghi fare mulini, dove essendo poca acqua bisogna con l’ingegno supplire, e in altri, dove in tutto non è acqua: a quest’effetto è necessario fare mulini a vento o senza. In questa ultima parte adunque è conveniente a perfezione dell’opera porre forme, fra le comuni, più potenti ed utili, di ciascuna delle dette specie d’instrumenti: avvengachè più volte abbia fermato il proposito di non manifestare alcuna mia macchina, o instrumento, perchè avendo io acquistata la notizia di quelle con grave mio incomodo, e posponendo la necessità del vitto mio, non mi pare conveniente manifestarle con facilità a tutti, poichè quando sono a luce mandate, è annullata l’invenzione, consistendo il segreto in piccola cosa. Ma questa ancora saria piccola molestia, quando una maggiore non seguisse, perocchè facendosi gl’ignoranti ornati delle fatiche degli altri, usurpando quelle si gloriano di quello che non è loro invenzione: e per questo la volontà di chi ha qualche vera notizia si ritarda. E se in alcuna età questo vizio è abbondato, al presente più che mai abbonda, come appare per le opere diligentemente considerate di questi arroganti, de’ quali per nome noterei alcuni, quando non ostasse, che io non voglio siano le parole mie reputate con passione,