Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/131

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quindi a biasciar paternostri nella fede che questi affrettato avrebbero il ritorno di suo nipote; e quel macchinale movimento delle labbra, scompagnato dalla corrispondenza del pensiero, allettò a poco a poco al sonno gli occhi stanchi e deboli di lei... Eppur, con gli occhi chiusi e in quello stato di cascaggine, ella digrumava tuttavia le sue preci, se non che questa volta il capo si era messo nella partita abbassandosi frequentemente e compromettendo non poche volte l’equilibrio del suo sedere.

Si addormentò finalmente... ma di quel sonno leggiero degli ottogenarii.... che addimandare potrebbesi piuttosto una mancanza di vita, anzichè un riposo del corpo...

Il capo della buona vecchia era interamente sparito, per essersi tutto rannicchiato sul petto... La scampanellata il fece dunque alzare come per virtù di una molla... profferì quella esclamazione che abbiam detta, e stette in billico se dovesse o no aprir la porta, perciocchè non mai Gaetano avea suonato in quel modo, Per avventura le venne anche ricordato che avea lasciati sul fuoco i fagioli sgranati, pranzo del nipote... Si mosse ella dunque da su la sedia, rimescolò da fondo in cima la pignatta, per esser sicura che non si era bruciato il pranzo... e andò alla porta.

— Chi è? dimandò con la più ferma voce che potè raccogliere.

— Apri, nonna, son io, rispose di fuora Gaetano.

La vecchia mandò un sospirone, e sclamò: