Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/139

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Era per altro necessità che si fosse appigliato ad un partito per entrare in casa sua, mentre il pensiero del tesoro che vi aveva lasciato, e l’idea di qualche assassinio sulla persona di sua nonna gli davano cruccio e spasimo d’infernale impazienza.

Fermò alla fine di sforzar egli solo la porta... imperocchè, traendo seco un saccheto di denaro, e con quel cassettino in casa, non volea dar sospetti ad alcuno... Arduissima era l’impresa e tale che gli sembrò in principio inutile il tentarla... ma si avvide bentosto che la porta era chiusa appena dal solo lucchetto... chè, nello stupore onde la nonna era stata presa quando Gaetano fu uscito, dimenticato avea di cacciarvi dietro la grossa sbarra di legno.

Uri supremo sforzo potea tentarsi... e Gaetano il tentò...

La porta era discosta solo due palmi dal muro del pianerottolo... Gaetano appoggiò la schiena al muro, ed i piedi alla porta, e con tutta la forza di cui eran capaci i suoi muscoli, diedesi a premerla...

Dopo qualche minuto... la porta spalancata si apriva... il lucchetto era fracassato.

Gaetano entrò...

Il cassettino era dischiuso... e scoverto... Egli si cacciò subitamente le mani in saccoccia e si avvide che avea dimenticato di ritirar la chiave... Corse a darvi uno sguardo... e respirò... Le gemme eran quivi...

La nonna fu il suo secondo pensiero; ... la chiamò varie volte... la scosse per il corpo... ma il corpo era freddo... immobile.