Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/157

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— L’amor mio! ella interruppe ... Ma io non l’amo, signore.

— Come! gli è vero ciò che dite, Beatrice, voi non lo amate?

— Ma no! Oh, signore... immensa è la distanza che mi separa dall’uomo che vuolsi fare mio marito...

— E qual distanza?...

— L’universo, o signore... l’universo che ei può abbracciare con la sua vista, e che io... Oh se io amassi un uomo! No, Dio non mi metterà a questa orrenda prova; sarei troppo infelice!... Oh... io sarei gelosa dell’aria... Sarei gelosa del cielo che ei potrebbe guardare ad ogni momento, del mare, degli alberi, de’ colli, dei fiori... Sarei gelosa di tutte le donne... Oh Dio! Dio mio! Se mi danni alla sciagura di amare un uomo, deh... fa che quest’uomo sia cieco come me!

— Sì, Beatrice, esclamò Gaetano nel delirio della passione, ed io ti renderò la vista, o sarò cieco come te!

— Che cosa dite, o signore?

— Nulla... nulla, ripigliò quegli che si avvide di essersi lasciato tra portare dall’ardore de’ propri sentimenti... Ho detto che non dispero della vostra guarigione.

— Voi, signore, non disperate della mia guarigione!... Ma voi non direte ciò a mio padre, n’è vero? Sarebbe troppo crudelmente ingannarlo... Egli aspetta questa mattina, il sapete, una vostra decisiva risposta sulla probabilità di guarigione che presenta la mia cecità ... Voi