Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/158

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non l’illuderete, non è vero, signore? Non gli direte certamente quello che avete detto a me.

— E perchè, Beatrice?

— Perchè io ne dispero... profondamente ne dispero.

— Ciò che dirò a vostro padre, Beatrice, tra un’ora il saprete... oh! voi non potrete giammai immaginarvi quello che io dirò... Ma per adesso... parilam di voi. Beatrice, parliamo del vostro matrimonio...

— Del mio matrimonio!... Oh signore, questo è appunto un subbietto al quale mai non vorrei pensare, perocchè non so qual ribrezzo ei mi mette nelle ossa... Quando penso che i miei figli esser potrebbero ciechi al pari di me!... E poi, io creatura così debole, così imperfetta, gittata tanto al di fuori delle ordinarie condizioni della vita, mi troverei in balia di un uomo...

— Che voi amerete, se pur di presente non amate, interruppe Gaetano pallido e commosso.

— Ch’io non amerò giammai, o Signore, ch’io non potrò amare.

— Ma donde nasce in voi un tal convincimento?

— Donde nasce? Ebbene, io vi dirò donde nasce, ma mi affido al vostro onore, perchè di quanto vi dirò non tenghiate motto con mio padre.

— Ve lo giuro, Beatrice... parlate in tutta confidenza..

— Una sera, riprese la cieca, io mi trovai sola col mio fidanzato in questo medesimo luo-