Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/159

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go... Era una sera limpida e azzurra... vedete che anch’io adopro il linguaggio di voi altri chiaroveggenti. Amedeo sedea sul medesimo poggiuolo dove ora voi siete seduto, e mi parlava del suo amore... e prese la mia mano tra le sue. Un’altra fanciulla l’avrebbe, tosto ritirata, ma io nol feci, anzi gli strinsi le sue con ambo le mie mani.

Un colpo di coltello vibrato al cuore non avrebbe dato a Gaetano lo stesso spasimo, che gli davano queste parole; ma ei contenne un grido di dolore che stava per romper dal suo petto, e attentamente ascoltò.

— E sapete voi, signore, continuò la cieca, perchè gli strinsi le mani?... Perchè dalla forma della mano e dalla voce noi giudichiamo del cuore d’una persona, siccome voi altri giudicate dalla fisonomia... E quelle mani... si trovarono in perfetta armonia con quella voce per rivelarmi nel cav. Amedeo un uomo di non nobili sentimenti.

— Dite piuttosto un codardo, Beatrice; il giudizio che di lui riportaste fu troppo indulgente.

— Che! lo conoscete forse?

— Sì, Beatrice, il conosco da molto tempo.

— Voi dunque siete stato altra volta in Napoli?

— Sì, vi ho dimorato moltissimi anni.

— E come conosceste il cav. Amedeo? Ed ei si ricorda di voi?

— No, ei non mi riconosce, ma in un baleno posso richiamargli a mente un’avventura che