Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/176

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Il marchese nou aveva udite queste ultime parole, dappoiché con somma destrezza gli era riuscito di aprire il quaderno appunto all’ultimo foglio scritto, e i suoi occhi aveano letto distintamente queste parole:

«No, io non sarò felice coi cav. Amedeo...

«Anche senza quello che mi ha detto il mediti co testé nella villa, io presentiva che quest’uomo ha un falso linguaggio;... le sue parole non partono dal cuore... Il cav. Amedeo è un uomo finto; egli inganna forse mio padre... No, io non sarò felice con lui... Ma a ormai è troppo tardi... Mio padre ha promesso, ha dato la sua parola... ed io sarò la moglie del cav. Amedeo; Iddio mi assisterà...

«D’altra parte, sento che la mia vita non sarà lunga.»

Il marchese respirò, e congiunse le mani in atto di ringraziamento a Dio... Egli si sentiva sollevato da un poso mortale, perocché fino a quel momento avea creduto che sua figlia fosse presa d’amore pel cav. Amedeo; e di leggieri si comprende come questo sarebbe stato un ostacolo insormontabile per la proposta di Blackman.

Dobbiamo accennare che, dopo la rivelazione fattagli dal medico inglese, il padre di Beatrice avea pregato Dio d’illuminargli la mente e suggerirgli quello che gli convenia di fare. Non era possibile creder finto l’amore di Blackman; le sue ardenti parole e il suo stoico carattere non davano luogo a dubbio alcuno. Dapprima il marchese avea riget-