Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/177

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tato con ribrezzo l’idea di una unione con sua figlia, che troppa era la deformità dell’inglese; ma l’idea di riveder sua figlia godente della vista lo seduceva, l’abbagliava e scordar gli facea le irregolari fattezze di colui che tanto bene avrebbe ridonato alla infelice giovanettta. D’altra parte, Oliviero Blackmau era ricco e rinomato, ed amava immenmensamente Beatrice. La ricchezza, la gloria e l’amore non avrebbero forse un giorno fatto sparire agli occhi di sua figlia la deformità di suo marito?

Tali considerazioni avano in parte persuaso il marchese ad accogliere la proposta di Oliviero; ma un dubbio il rendea titubante, che sua figlia fosse innamorata di Amedeo. Ciò lo avrebbe decisivamente costretto a rigettare la specie di contratto propostogli dal medico.

Il Marchese adunque provò una viva soddisfazione nel leggere quelle parole scritte dalla fanciulla, e fermò attaccar di botto il subbiato che più gli stava a cuore.

— Ebbene, figlia mia, le disse con risolutezza, io leggo nel tuo cuore;.. tu non ami Amedeo.

— Ah! sclamò Beatrice,., io non l’ho detto, n’è vero?

— Non è necessario che mel confessi; le tue parole me lo hanno palesato abbastanza.

— Non importa, padre mio, lo sposerò, se vuoi.

— No, Beatrice . . . la tua tenerezza ver-