Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/183

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Beatrice, hanno un tatto finissimo per indovinare i sentimenti di simpatia e di amore che hanno fatto nascere. Per quanto semplice esser possa la donna che amate, e per quanto studio metter possiate a simulare l’indifferenza, siate certi che colei leggerà nel vostro cuore al primo sguardo, alla prima parola che le rivolgiate. Inutilmente vi sforzerete d’infinger calma nei vostri discorsi, inutilmente farete di dare al vostro accento il tuono che più vi è naturale, dappoichè lo stesso studio che porrete nell’infingervi darà in lei certezza di essere amata. Vi è nella voce di un uomo innamorato un’inflessione tutta propria che non isfugge alla donna che ne è l’oggetto; ella sa di essere amata anche prima che il suo amante lo sappia, vale a dire anche prima che questi abbia letto nel proprio cuore. Se le donne apprendessero i segreti della scienza con facilità pari a quella onde indovinano i segreti del cuore, il bel sesso diventerebbe ancora il più dotto e intelligente!

Beatrice adunque, nel colloquio che ebbe con Blackman nella villetta, avea letto in parte nel cuor di lui, e la sua bell’anima se n’era commossa e contristata, chè fino a quei giorno avea creduto essere ella capace d’ispirare soltanto sentimenti di tenera pietà, e non mai avrebbe potuto credere di potere ispirare un amor passionato e profondo. Nelle parole del cavalier Amedeo null’altro si scorgea che affettazione, studio e ipocrisia. L’asprezza dell’accento di Blackman aveva invece una soa-