Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/187

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a quest’uomo, il quale pronunziava un solenne giuramento, il cui adempimento sembrava impossibile senza una special grazia di Dio.

— Voi non sarete mia, continuò Gaetano, se se prima le tenebre non si saranno diradate dagli occhi vostri... Ricordatevi delle mie parole nella villetta. Io ti renderò la vista, o sarò cieco come te, vi ho detto...

— Signor Blackman, disse la cieca con voce fioca e tremante, ogni donna, che posta non fosse nella misera mia condizione, si stimerebbe avventurata di essere prescelta a compagna di un uomo così illustre come voi siete.

Che dirò io se accoppiar dovrò la gratitudine al rispetto del vostro ingegno?

— La gratitudine! che parlate, Beatrice. Oh... d’ora in poi, ecco quale sarà per me la vita, l’avvenire, l’universo: voi e vostro padre!

— E il vostro genitore, Oliviero, più non esiste? dimandò il marchese.

Una nube passò sulla fronte di Gaetano; le sue sopracciglia s’inarcarono, ed involontariamente abbassò gli occhi, compreso da lacerante vergogna.

— No, marchese; mio padre più non esiste, rispose quindi con voce alterata e rauca.

Il marchese notò il turbamento del medico, e lo attribuì al dolore di un figliuolo che ricorda la morte del padre.

— E vostra madre? chiese Beatrice.

— Tutti... tutti morti... non ho famiglia, soggiunse Gaetano con voce soffocata e rab-