Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/188

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biosa, la mia famiglia, se Dio mi accorderà tanta suprema felicità, siete voi... voi, mio padre... Oh io ricomincerò la mia esistenza.... mi permetterete, n’è vero, sig. marchese, che mi permetterete di darvi il dolce nome di padre?

Gaetano stampò un bacio sulla mano del marchese, il quale a quel bacio sentì un brivido scorrergli per le ossa, e macchinalmente strinse la mano del giovine medico.

Intanto di quasi tutta questa scena era stato testimonio un uomo che era entrato nel salotto, mentre il marchese e Oliviero, seduti di rimpetto a Beatrice, davano le spalle alla porta d’ingresso.

Quell’uomo era il Cav. Amedeo!


XI.


il cavaliere amedeo.


Egli è ormai tempo che i nostri lettori stringano più intima conoscenza con questo personaggio, che abbiam presentato di volo ne’ precedenti capitoli.

Il cav. Amedeo Santoni, di antica famiglia napolitana, era unico superstite tra cinque figli che suo padre, semplice fornitore di marina, avea procreati con una ricca siciliana... Due maschi e due femmine disparvero dal mondo nel breve spazio di pochi anni, parte a Palermo e parte a Napoli, e Amedeo restò solo ad ereditare le richezze del padre. Amedeo alla