Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/29

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— Cosicchè, vorreste o no lucrarvi queste cento piastre?

— Che cosa far debbo per meritarmi questa somma? chiese Gaetano, cui un lampo di speranza brillar faceva inusitatamente il suo sguardo.

— Niente altro che consegnarmi una carta che trovasi nella vostra cura.

Gaetano sembrò meditare un istante: un sorriso, non saprem dire se di vendetta o di gioia, fece oscillar le sue labbra.

— Accetto... ma non in questo momento avreste la vostra carta... bensì domani.

— E perchè domani?

— Ho le mie ragioni... ma non intendo che abbiate ora a sborsare un sol quattrino... Domani... io vi consegnerò il documento che bramate, e voi... mi pagherete. Vi conviene?

Alcun poco stette il cavaliere in sulla riflessione; poscia, di quell’indugio con molto malissima voglia accontentandosi, rispose:

— Ebbene... sì, mi conviene.

— Datemi ora gl’indizi della carta in quistione.

— Eccoli, compiacetevi di scriverli.

Gaetano passò la penna alla sua mano sinistra con rapido movimento e tale che non fu osservato da colui.

Testamento all’anima, in lingua latina, passato per notar Aniello Basileo (zio di Tommaso), del dì 21 agosto 1745. Registrato al pubblico Repertorio il dì 6 settembre detto anno. Volume 280 Casella 1024. ec.