Pagina:Matini - In Mugello, Firenze, 1913.djvu/10

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6 IN MUGELLO


cielo le loro cime marmoree i monumenti meravigliosi della bella città. Dappertutto il grano cresceva con vivace verdura, e le zolle apparivano scarlatte, per la fiamma dei tulipani selvatici sparsi qua e là. I cesti degli asfodeli brillavano come macchie d’oro, e le radici degli ulivi, striscianti a fior di terra, parevano azzurre, tante erano le pimpinelle e i giacinti che si annidavano intorno. (Fot. Biondi)
Paese presso Bivigliano
I mandorli fioriti davano sprazzi bianchi, come fiocchi di neve caduta di recente, e, di tanto in tanto, un pesco, dai fiori vermigli, facea capolino.

L’aria era fresca, soavemente tranquilla, piena di una fraganza fantastica, e noi salivamo, giocondamente ciarlando.

Giungemmo a piè di una rustica casa, ove cresceva l’ellera e la verbena, e si aprivano fra l’erba, alta e sottile, i bianchi sessagoni delle croci di Gerusalemme. (Fot. Danti) Su l’architrave di una finestra due tortore tubavano e un cane, steso sopra un mucchio di giaggiolo, guardava con occhio buono e curioso. Da un viottolo due buoi, lenti e tranquilli, venivano verso di noi, col largo frontale adorno di fiori.