Pagina:Matini - In Mugello, Firenze, 1913.djvu/16

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e selvaggi, vanno saltellando e spumeggiando, fresche e chiassose finché perdono il modesto loro nome, e la gaiezza nativa nella Sieve austera.

Su nei ripiani alpestri esse furono specchio e bevanda alle belle giovenche, use a tuffarvi il piede forcato e le nere labbra, giù, nella valle opima, lasciano alla terra le loro linfe fecondatrici, che daranno ai lavoratori dei campi il giallo oro della messe preziosa.

Popolosi borghi, villaggi graziosi e lindi, diroccate castella, ricordo di tempi feroci ma insieme gloriosi, abbellano la regione che è un vero paradiso, colmo di ogni specie d’incanti. Primo ad occidente Barberino di Mugello, racchiuso nella valle della Stura, che vien giù dalla Futa. Ha il paese una bella piazza e due vie popolate, un palazzo pretorio, e nelle vicinanze una chiesa dedicata a S. Andrea, con pregevoli lavori dei Della Robbia; un vecchio castello dei Conti da Barberino, ridotto a fortezza, due alberghi assai bene tenuti, negozi forniti di ogni merce neces-