Pagina:Matini - In Mugello, Firenze, 1913.djvu/37

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IN MUGELLO ■cui porta il saluto "delle montagne e delle forre appenniniche. Cantano lungo il greto del fiume, tra le macchie e i rovi, in mezzo a boscaglie annose, le lavandaie, che alternano spesso il faticoso lavoro, rispondendo con gai stornelli ai canti degli uomini e ai colpi d’ accetta, con i quali, quest’ ultimi, sfrondano i gattici della riva. (Fot, Danti) Uomini -e donne cantano sotto gli ardenti raggi del bel sole di messidoro e par che il fiume mormorando risponda. Una voce robusta, che vien dalla boscaglia, dice : Dio die penare. Ave la febbre e non potè guarire, Avè la clama e ’nn la potè baciare ! Il fiume. (Fot. G. Biondi)