Pagina:Memoriale di Paolo dello Mastro.djvu/22

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li furono tagliale le mani, e poi fu impiccato, e squartato, e messi li quarti per le porte di Roma, e lo quarto collo Capo remase impiccato in Campo di fiore, e le mani fuoro chiavellate in su lo Ponte de Santo Pietro in quelli archi de Preta, che stao su lo Ponte, una da un lato, e l’altra dall’altro lato;1 et a questo maleficio non ci fu incolpevole (sic) nullo se non lui, che lo confessò de bocca soa, e disse che non l’aveva fatto a petizione di perzona; che in uno die fu penzato et in uno die fu fatto2.

[Mons. S. Angelo di Casa Cesarini]

Recordo io Paolo, che nel li 1444 del mese di . . . Monsignior de St° Angilo3, et era romano, lo quale era de’ casa delli Cesarini, et avitava in Pellicciaria, e fu uno delli più valenti huomini di Italia, lo quale fu mannato da Papa Eugenio in Turchia per commattere la fede, e conquistare de molto Paese4, e in nello soprascritto tiempo mannò allo Papa uno animale chiamato Dormendario, et era secunno vederete figurato in questa faccia5, et era femmina, et era prena, et infautatose in Roma, fece una Dormentaria femmina, et allevasse, et era de’ grannezza più che niuno Cavallo, e quanno se faceva annate forte de’ passo, avevano fatica li Cavalli agiongnierlo correnno; contavase che per uno, bisognio avria camenato in un die cento miglia, e quanno era straccho strengeva li ditti6 cummi, e quanno si volea caricare se colcava in terra, e quanno avea tanta soma che li bastasse, e quello se rizava, e tirava via, e questo animale stette in

  1. Cod. Corsia.:... che stao su lo ponte hinc et illinc. — Cod. Promiscuo Infiess. Magistri:... e il quarto col capo rimase in campo di fiore, le mani cavigliate nel ponte di S. Pietro in quelli archi di pietra. Un quarto a ponte mollo, uno a monte mario, e lui scolpò ognuno, ma che in un dì fu pensato e fu fatto.
  2. Cod. Corsia.:... Suolli 45 per uno fiorino. Trovo questa noterella che segue immediatamente i! fatto narrato, nè saprei rendere ragione perchè vi sia stata posta dall’autore. È un proverbio, è un appunto speciale privato, o è un arbitrio dell’amanuense? L’ultimo supposto parmi probabile, tanto più che le citate parole sono mancanti nei Codici Vaticano e Soderino.
  3. Giuliano Cesarini romano. Diacono Cardinale di S. Angelo. Di questo abile diplomatico e prode guerriero, è detto moltissimo dagli storici massime ecclesiastici. Egli morì unitamente a Re Ladislao d’Ungheria nella battaglia di Varne contro Amuratte Gran Signore de Turchi nell’anno 1444. = Cod. Corsin.: Monsir: de Santo Angelo de’ Cesarmi, et habitaua ecc. Questo tratto nel citato Codice è evidentemente mancante del principio, forse soppresso dall’amanuense che non ha potuto leggere la data a cui si accenna nel Codice Sederini.
  4. Cod. Corsin.:...conquistao de molto paese.
  5. Non v’ha traccia di disegno nel Cod. Soderini, che rappresenti questo animale. = Cod. Corsin.: allo Papa Un Domedario femina, e allevassi, e era più grande, ecc.
  6. Cod. Corsin.:.., e quando era stracco stringeva li denti, ecc.