Pagina:Memorie della Accademia delle Scienze di Torino, Tomo XXIX.djvu/432

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15. Comunque sia, certo è che gli Egiziani aveano sopra un regolo due lor misure, il cubito, e colla giunta d’un sesto il minuto terzo; a quello stesso modo che noi possiamo avere sopra un regolo due misure nostre, il minuto terzo, e colla giunta d’un sesto il raso. E par cosa singolare che la lunghezza del minuto terzo, anticamente introdotta come misura in Egitto, non solo sia stata ricevuta più secoli dopo in Lombardia, ma si trovi esser media proporzionale tra un antico cubito egiziano ed un antico braccio subalpino; imperocchè la ragione del raso al minuto terzo, quattordici al dodici, e la stessa che quella del minuto terzo ad un antico cubito egizio, ventotto al ventiquattro. Se non che questa proporzione del sette al sei, la quale fu notata dal signor Gosselin (e) in diverse misure degli Egizi e degli Ebrei, non è meraviglia che s’incontri frequente, s’ella deriva dalla natura stessa delle cose, cioè secondo la nostra congettura, dalla introduzione d’una medesima misura geometrica fra due misure antropometriche, una sorta di braccio ed una sorta di cubito. Il caso ha voluto che quella nuova misura avesse almeno prossimamente una tal ragione ad una delle due antiche, e queste due fra loro fossero almeno prossimamente in tal altra ragione che la scienza potè fare il rimanente. Perchè, se due quantità sono in ragione di due quadrati, ed una di dette quantità è con una terza in ragione delle due radici, questa terza quantità sarà la media proporzionale tra le due prime (f).

16. Al caso abbiamo attribuito ciò che di buon dritto è suo, cioè la ragione, qualunque sia, di qualunque misura geometrica con qualunque misura antropometrica; ma non è propria del caso la determinazione di una misura geometrica, nè la ragione di questa con altra misura, geometrica anch’essa.

17. Or se la cosa è così, donde mai è venuta, in barbari tempi, ed in un canto d’Italia settentrionale ed occidentale, questa bella misura egiziana ed astronomica? Nè come astronomica nè come egiziana non ha potuto ab antiquo stabilirsi fra’ Subalpini od esservi