Pagina:Memorie della Accademia delle Scienze di Torino, Tomo XXIX.djvu/531

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di costanzo gazzera 115

TJiouthmosi piimo si giunp,eji acl uii ultimo cartello, il cpialc non e clie quello del preuoine »lel re Aineiiojiep. \^ Anio^is fjuiodi, o it ThoiUhinou del cauone di Matietouc e di Giuseppe Flavio non sarà allri fuorchè il re noslro Ameuoftep, il quale per conseguenza si dchhc orinai riconoscere quale capo dclla giuslamente rinoiuala diciollcsima diuaslia, alia cui lorlez/.a, ed al cui valnre si debbe l’ iaticra dislruzione della polenz-a e tirauuia dei re Pastori, alia giusti/ia e prudenza le biione ieggi, e luHi quelli ci’ vili onlinaiiieiUi, die fecero dcU’ Egillo il piil grande e forlunalo paese dell’ aulic-liltu. Tutli quesli caclelli adunque della predetla lavola U’ovandosi esattamente corabiiiare sia Ira loro, clie con i nioiiumeuli tutti della Tebaide, e della )\’ubia, nel tempo stesso clie assicurano un’ intiera fede alia medesinia, aggiungono pure niirabilineule il più gran peso a quanlo ci siamo ingcgnali di veiiir diinoslrando.

Nel luogo medesioio in cui si rinvennero la più parle delli steli, stalue, ed altri monumenli clie risgiiardauo al re Amenoftep, e cli’ io credo fosse un Amenofium, venne scoperla una slatua pure dclla regina sua sposa, di legno, e di buou lavoro.. £ rappresentaUi soUo la ligura di Neith, e in alto di cammiaare, e la sua allczza, couijjrcsa la base e le luughe piume del capo, e di scssanlasellc ccnlesimi di inelro. Precipuo oriiamento di esse, oltre delle piume suddclle, e un avolLoio accovaciatlovi sopra, il quale collo sleinlere le sue lunghe ali le va accarezzando dai due lali le tcmpia e le guancie, nel mcnlre che liberalosi il capo dall’ ingombro delle folic treccie della Dea, sporgeudo il curvo collo, le viene a liuscire sul davanti ad ornamenlo della regia sua fionle. II suo vollo pienoUo e londoggiaule lascia travedere bellissimi e delicali linearaenli, gli ocelli larglii, le labbia sporgenti, il naso afiilalo. (lav. G. fig. 2.) Le iiiscrizioni che si scorgono allinlorno, e al dissopra della base dclla slatua ci instruiscono ch’essa \enne dedicata nel lempio di una cilta, il cui nome simbolico, figurato da tre capitcUi a lesta di Athyr, pare possa credcrsi Dcndera. I priucipali