Pagina:Memorie storiche della città e del territorio di Trento.djvu/114

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96 memorie storiche della città

riali; ma Verona rimase in potere di Massimiliano ancora per alcuni anni governata dal nostro Vescovo Giorgio.

Nell’anno 1511 fu stipulato tra l’Imperator Massimiliano come Conte del Tirolo, e gli Stati di questa provincia, ed i due Vescovati di Trento e di Bressanone un solenne atto di confederazione perpetua chiamato dappoi comunemente tra di noi il Libello dell’undici, in cui fu stabilito e regolato il contingente ossia il numero de’ fanti, che ciascuno de’ confederati doveva fornire per la comune difesa, essendosene fissato il numero nei casi di maggiore bisogno a quello di ventimila.

Il nostro Vescovo Giorgio continuò a risiedere in Verona, ed a governare quella città e provincia come Luogotenente cesareo fino alla sua morte accaduta il 5 di Giugno 1514. Il suo corpo fu con solenne pompa trasportato in Trento, e sepolto nella Cattedrale; ma la sua morte fu generalmente compianta da’ Veronesi, de’ quali egli aveva guadagnato costantemente il rispetto e l’amore pel suo saggio governo, e per le sue virtù. Il di lui successore Bernardo Clesio nel catalogo, che abbiamo più sopra citato, de’ Vescovi di Trento conservato nell’Archivio del Castello del Buon-Consiglio lasciò intorno a lui scritte di sua mano le seguenti parole: «Iste Georgius fuit dignus Antistes .... Is Cesareus Locumtenens Veronae obiit ab omnibus amatus, et deploratus ibidem ....