Pagina:Memorie storiche della città e del territorio di Trento.djvu/38

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20 memorie storiche della città

ed al dominio de’ suoi Vescovi Principi, come dimostrano invincibilmente tutti gli atti pubblici e documenti, de’ quali abbiamo detto, nè v’ha la menoma traccia o il menomo vestigio di libertà o di libero governo in Trento nè in quello, nè in alcun altro tempo giammai. Dico in alcun altro tempo giammai; perchè quelle sedizioni, che avvennero ne’ susseguenti secoli, e che furono ben presto represse, non avevano alcuna relazione colla lega o confederazione delle città lombarde, nè colla pace di Costanza; ma tutt’altra ne fu la cagione come a suo luogo vedremo. Se Trento però non fu mai nel numero delle città italiche sollevate contro l’Imperatore, questo fu un vero bene pel nostro paese. La celebre pace di Costanza sembrava bensì, che dovesse essere la più felice epoca per l’Italia, ma fu al contrario l’infausta sorgente delle più luttuose calamità e sciagure. Sono troppo note le guerre, che le nuove repubbliche d’Italia ebbero le une contro le altre, e poi le guerre intestine, che ebbero ciascuna nel suo seno tra la nobiltà e la plebe, e tra i diversi partiti, finchè dopo essersi mutuamente lacerate per lungo tempo perdettero in fine una libertà, che non era stata loro che funesta, e caddero l’una dopo l’altra nel dominio d’un solo signore. Se dunque il Trentino e le nostre Valli non furono nel numero di queste nuove repubbliche, non provarono nè pure. le calamità delle guerre civili ed intestine, che le deso-