Pagina:Memorie storiche della città e marchesato di Ceva.djvu/147

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Da Carlo venne Adalberto che acquistò il marchesato di Frabosa 1, Carlo Emmanuele gran mastro ed aio di Carlo Emmanuele II e cavaliere della Nunziata morì nel 1650, come già si disse altrove.

Nel castello di questi marchesi fu splendidamente accolto nel 1585 Carlo Emmanuele I duca di Savoia, nel suo passaggio per Ceva reduce dalla Spagna colla sua novella sposa l’infanta Catterina d’Austria. Il professore di Canonica nella R. Università di Torino, Filippo Roffreddo, in un’orazione latina recitata per queste faustissime nozze, dopo aver descritte le feste che si fecero a questi augusti sposi dalla città di Genova dove sbarcarono, lungo tutti i paesi della Riviera, parlando di Ceva dice, che fecero il loro solenne ingresso fra gli applausi, gli apparati, le solenni feste, le pompe, le sinfonie, ed i soavi concerti musicali, ed il tripudio di Ceva, sotto uno splendido baldacchino violaceo di seta ricamato in oro, e presero alloggio nel castello: quid a Carolo Pallavicino, son parole di Roffreddo, ex Cevae Marchionibus vos in ejus hospites excipiente, non factum praetermissumque fuit.

Questa nobile famiglia diede in ogni tempo illustri personaggi allo Stato, alla milizia ed alla magistratura.

Vive tuttora in Ceva onorata la memoria del marchese Ignazio Maria Pallavicini di Priola nato li 24 novembre 1749 e morto li 23 febbraio 1825 2.

  1. Il feudo di Frabosa apparteneva alla Chiesa d’Asti e quindi ai Sig.i di Morozzo. Carlo Emmanuele I lo infeudava con titolo di Marchesato ad Alberto Pallavicino.     Diz. Casalis.
  2. Leggesi nella Chiesa dei Cappucini dove fu scolpito il seguente epitafio.

    D.   O.   M.
    Manibus spectatissimi viri
    Ignatii Mariæ Pallavicini
    Marchionis Petriolæ
    Nec non ex dominis Cevæ
    In amplissima Taurinensi Curia
    Senatoris emeriti
    Cevæ nati anno MDCCXLIX
    Ibique sui relicto desiderio
    anno MDCCCXXV.
    ætatis suæ LXXVI.
    Aloysius, Casimirus, Valentinus filii mœrentes p. p.